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17 aprile 2007

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3 aprile 2007

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I servizi della rete

18 dicembre 2006

Cerchi casa a Torino?
Guarda la nostra bacheca virtuale del cerco/offro !! Prenditi tutto il tempo necessario !!
Credi nel riciclaggio gratuito degli oggetti?
Usa la piattaforma Torino_freecycle !!
Devi traslocare o fare piccoli lavori di manutenzione?
Micromoves ti può aiutare !!

Iscriviti a TorinoFreecycle

27 maggio 2008

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Novità dalla rassegna stampa Microcluster

17 dicembre 2006

L’articolo di Fabrizio Vespa e Luca Indemini sulla Torino da bere.
L’aperitivo dei coabitanti su Smart.com.
Microcluster su RAI TRE a Cominciamo Bene.
Gioia, l’articolo di Monica Ceci
Repubblica.it e il Venerdì di Repubblica su Microcluster e l’aperitivo dei coabitanti. Articoli di Tullia Fabiani e Paolo Casicci.

Manifesto del coabitante

28 agosto 2006

Leggi il manifesto tradotto da colocation.fr e se vuoi sottoscrivilo insieme ai tuoi coinquilini. Vai all’articolo.

Aggiornamenti sul forum microcluster

16 giugno 2006

IMPORTANTE come muoversi per il cerco offro a Torino. Sul forum di YLDA è riportato un elenco delle opportunità e dei servizi, aiutaci a tenerlo sempre aggiornato!

I 4 obiettivi del tavolo di lavoro

Abbiamo provato a sintetizzare in quattro punti il ventaglio di opportunità che si presentano allo stato attuale del percorso.

1. Il tavolo di lavoro sull’autonomia abitativa dei giovani

In primo luogo bisognerà proseguire nell’attività di stimolo, dialogo e confronto fra i giovani e gli esperti del settore, anche attraverso gli strumenti attuati da YLDA. Il tavolo di lavoro dovrà valutare quali proposte articolare sulla base dei temi di indagine emersi durante questo primo ciclo di incontri; di fronte a queste tematiche complesse e articolate sarà necessario definire delle priorità e strutturare un programma a lungo termine condiviso e supportato politicamente che valuti sia le azioni che possono essere intraprese nell’immediato sia nuovi orientamenti per la soluzione del problema casa per i giovani.
I temi di ulteriore indagine e di azione possono essere:
I limiti socio-culturali.
Se è vero che risulta fondamentale che si modifichino gli stili educativi dei genitori, che non sono capaci di trasmettere quel senso di responsabilità nella gestione domestica che renderebbe meno difficile il passo verso l’autonomia abitativa dei giovani italiani, è altrettanto vero che bisogna trovare un modo efficace per accompagnare i giovani adulti verso una maggiore sensibilità verso le “soddisfazioni di una vita in autonomia”. Si potrebbe pensare ad un programma sperimentale coordinato da un soggetto riconosciuto dall’amministrazione pubblica che consenta ai giovani di provare esperienze temporanee di coabitazione. Altro limite culturale è rappresentato dalla scarsa predisposizione dei proprietari immobiliari a destinare il proprio immobile a giovani in coabitazione o a giovani che sperimentano nuove forme di abitare in comunità. In questo caso si potrebbe fare leva sui proprietari che conoscono la difficoltà dei giovani nell’ambito dell’ autonomia abitativa per sensibilità personale (educatori, animatori sociali, volontari); si può partire da piccoli numeri accompagnando un processo che anche in questo caso sarebbe agevolato dalla presenza di un soggetto mediatore.
Nuove sperimentazioni.
I dati riportano che gli alloggi non occupati a Torino sono 33.000, di cui la metà è certamente vuota; contemporaneamente cresce la necessità dei giovani di poter usufruire di abitazioni temporanee a costi limitati, a causa di una realtà lavorativa caratterizzata da forte mobilità sul territorio e da impieghi di lavoro temporanei. I giovani si orientano verso la coabitazione, perché rappresenta una soluzione funzionale, economica, innovativa e già molto diffusa nelle grandi città europee, soluzione che consente di trovare soluzioni sostenibili in tempi brevi. Si tratterebbe quindi di proporre un sistema di gestione dinamico, efficace e innovativo degli alloggi non occupati a Torino, che miri in primo luogo alla valorizzazione degli alloggi di medio-grandi dimensioni. Sperimentare incentivi per i proprietari immobiliari potrebbe inoltre essere strategico, anche tenendo conto del fatto che la coabitazione giovanile può essere effettivamente una soluzione per soddisfare le esigenze economiche dei proprietari. L’alloggio di grandi dimensioni, infatti, a volte organizzato secondo modelli anacronistici di distribuzione e superficie dei vani che lo compongono e sovente da ristrutturare, diventa in realtà molto appetibile per coloro che vedono nella condivisione delle spese di affitto l’unica soluzione possibile a fronte di disponibilità economica limitata e della consapevolezza di ragionare nell’ottica di una “sistemazione temporanea”, quindi anche non ottimale. Edilizia residenziale pubblica.
I temi da affrontare sono:

 Graduatorie regionali:
non sono previste a breve modifiche sostanziali alla legge che regola l’assegnazione delle case popolari (Legge 22 del 2001 per l’assegnazione delle case popolari): per ora non ci sono le condizioni per far sì che giovani in coabitazione possano rientrare nelle categorie di emergenza abitativa e quindi essere possibili assegnatari di una casa popolare, ma ciò non significa non poter proporre un percorso fattibile che preveda un lento e graduale inserimento di tale categoria.
 Housing sociale, mix sociale.
Aumentare la quota di alloggi in stralcio destinati ad associazioni che lavorano con soggetti che necessitano di assistenza. Verificare la fattibilità di una proposta che mobiliti (senza traumatizzare) gli anziani soli che vivono in appartamenti di grandi dimensioni a favore di coabitazioni giovanili. Provare l’assegnazione provvisoria a coabitanti giovani di alloggi da ristrutturare, attualmente non idonei all’assegnazione ERP, per provare a realizzare mix sociale intanto che viene attuato un piano di ristrutturazione concordato.

 Costruire un servizio a favore dei giovani coabitanti analogo a quello svolto dall’agenzia Locare o prevedere fondi speciali per estendere i servizi di Locare a nuove forme di abitare giovane.

 Progettazione di nuovi modelli abitativi di edilizia residenziale pubblica applicabili sia nel caso di ristrutturazioni di edifici già esistenti sia nel caso di progettazioni ex-novo. Nel caso della coabitazione per esempio si potrebbero studiare modelli abitativi che privilegiano la creazione di spazi comuni utilizzabili da tutti i condomini (sale comuni, lavanderia, baby parking, libreria,...); un modello valido anche nel caso di presenza di mix sociale e simile al concetto del cohousing.

2. Proposte per favorire l’autonomia abitativa dei giovani

È necessario attivare e sostenere un network articolato e canali di comunicazione mirati allo scambio di esperienze e informazioni sensibilizzando e coinvolgendo i giovani che hanno vissuto esperienze di coabitazione o che sono interessati a tale esperienza, aiutandoli a essere soggetti attivi e consapevoli nei confronti della scelta dell’autonomia abitativa. Tale scopo si può ottenere articolando un calendario di incontri che prevedano un momento di confronto e dibattito sui temi principali collegati all’emergenza abitativa (lavoro precario, efficienza ambientale e risparmio energetico, mobilità sostenibile, contrattualistica, arredamento flessibile, conflittualità nei rapporti personali fra coabitanti, rapporti col vicinato, ecc.), accompagnato da un momento più conviviale e informale che possa divenire anche occasione per svolgere quelle operazioni di cerco/offro caratteristiche della vita di coabitazione. La forma dell’aperitivo sembra essere quella che più si presta a questo tipo di situazione e si potrebbe oltretutto individuare un luogo specifico sul territorio torinese connotandolo come “la casa dei coabitanti” (sede del progetto, luogo per gli incontri e le conferenze, bar per gli aperitivi e i momenti informali, magazzino per i servizi previsti dal progetto).

3. Proposte di servizi per coloro che cercano e offrono abitazione

Il coinvolgimento dei proprietari e degli agenti immobiliari rimane un punto nodale se si vuole superare la barriera del pregiudizio nei confronti delle soluzioni innovative dell’abitare giovane (coabitazione, convivenza, comunità alloggio ...). Per questo motivo si possono studiare incentivi economici e servizi (ristrutturazioni agevolate, defiscalizzazioni, contrattualistica semplificata e accompagnamento al rapporto locatario/locatore) che diano al proprietario la possibilità di vedere concreti vantaggi nel destinare il proprio alloggio a un gruppo di coinquilini. Anche in questo caso potrebbe essere molto utile pianificare momenti di incontro fra giovani e locatori in contesti informali ma al contempo strutturati ed efficaci. Lo stesso aperitivo dei coabitanti potrebbe essere organizzato e gestito in maniera da farlo diventare un appuntamento periodico utile sia per chi cerca che per chi offre, magari supportato da una serie di contatti e accordi con agenzie e siti internet che si occupano specificatamente del tema della condivisione dell’alloggio. Oltre ai servizi inerenti al bene immobiliare, di cui godono direttamente sia locatori che locatari, potrebbero essere studiati servizi ad hoc per i giovani locatari, come ad esempio lo studio di una linea di accessori per la casa funzionali al tema dell’abitare flessibile, tessere di gruppo per la mobilità sostenibile, un servizio di “rimessaggio” o vendita per gli arredi in disuso, e altri servizi che potrebbero incidere positivamente sul portafoglio del giovane locatario.

4. Costituzione di un soggetto terzo

Sarà necessario studiare la migliore veste giuridica di un soggetto terzo, una delle novità più importanti che i gruppi di lavoro del 2005 hanno evidenziato e proposto come strumento per risolvere molte delle questioni giuridiche e amministrative che ostacolano la diffusione dell’esperienza della coabitazione. Tale soggetto dovrà avere la possibilità di: acquisire un patrimonio immobiliare (sia pubblico che privato; se non in proprietà, in locazione o in altre forme di godimento finalizzato); fornire garanzie ai proprietari (certezza del pagamento puntuale dei canoni mensili, della sostituzione dei locatari uscenti, del risarcimento degli eventuali danni); sostenere economicamente la gestione di tale patrimonio; fungere da mediatore fra proprietari e locatari. Probabilmente sarà necessario prevedere l’accostamento di più soggetti giuridici con diverse finalità (un’associazione per riunire la rete dei soggetti coinvolti affiancata ad una società o una cooperativa per l’erogazione dei servizi). Lo scopo principale di tale soggetto sarebbe quello di fare incontrare una domanda e un’offerta che a oggi non hanno trovato ancora dinamiche efficaci di dialogo, vuoi per pregiudizi economici o barriere culturali, vuoi per poca sensibilità o per carenza di strumenti conoscitivi e di supporto. Potrebbe trattarsi di una cooperativa (o di un’associazione) che possa dare garanzie ai proprietari e gestire alloggi con precise caratteristiche. L’aspirante socio potrebbe versare una quota di adesione che permetterebbe alla cooperativa, per esempio, di sostenere le spese di manutenzione degli alloggi in gestione e garantire il pagamento degli affitti di coloro i quali non riescono a coprire tali spese. Quando si libera un posto, l’aspirante socio acquisisce un posto in un appartamento in coabitazione per un tempo determinato (per esempio da un minimo di 15gg ad un massimo di tre anni, in base alle sue esigenze di studio/lavoro) e diventa a tutti gli effetti un socio della cooperativa, usufruendo dell’appartamento a un prezzo di affitto agevolato. Al momento dell’uscita dall’alloggio, secondo la regola della rotazione per l’utilizzo degli alloggi di cui la cooperativa dispone, gli verrà restituita la quota societaria al valore che essa avrà al momento del recesso. Il fondo di garanzia (disponibile attraverso le quote societarie o associative o frutto di un sostegno pubblico iniziale) potrebbe fungere sia da assicurazione del regolare pagamento dei canoni e degli eventuali danni, sia essere a disposizione dei locatari che non hanno i mezzi economici sufficienti per rispondere alle cospicue richieste di immobilizzazione di capitali da parte dei locatori e di altre spese che si devono affrontare inizialmente (caparre, cauzioni, mensilità anticipate, mensilità a favore dell’agenzia, spese per l’acquisto di elettrodomestici, per la decorazione, ecc).