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Giovani e atipici vanno a vivere insieme - La Stampa 09.06.08

Il progetto Stessopiano promuove la coabitazione

MONICA PEROSINO
TORINO

Sara e Valentina - 20 Kb
Sara e Valentina
(JPEG, 20 Kb)


A casa di Valentina Giuffrida e Sara Barozzino, un bell’appartamento in corso Vittorio Emanuele, si leggono segnali inequivocabili. Tutti portano ad unica sensazione: qui abitano persone felici. Profumo di caffè appena fatto, sorrisi senza motivo, i successi di Janis Joplin in sottofondo e bigliettini adesivi attaccati ovunque, sul frigo, sulle porte, sugli armadi. Tutti celebrano una «prima volta»: la prima cena, il primo fine settimana, il primo risveglio «a casa nostra».

Valentina, 26 anni, impiegata in uno studio grafico e Sara, 26 anni pure lei, europrogettista, trampoliera e fotografa atipica, da un mese vivono da sole, nel loro appartamento di corso Vittorio. «Finalmente siamo indipendenti, grandi e autonome».

Valentina e Sara hanno trovato casa con il progetto «Stessopiano», nato, pochi mesi fa, dalla collaborazione tra il Programma Housing della Compagnia di San Paolo, l’associazione Ylda e la cooperativa sociale Tenda Servizi. Il principio è quello di promuovere la coabitazione giovanile, facilitando l’incontro tra i ragazzi in cerca di casa e i proprietari.

«Il raggiungimento dell’autonomia abitativa da parte dei giovani è spesso reso difficile dalla precarizzazione del lavoro - spiega Wally Falchi, responsabile della cooperativa Tenda - che diminuisce la capacità di affrontare spese rilevanti e rende difficoltoso fornire le garanzie che il proprietario dell’immobile richiede». Il progetto si rivolge a giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che siano studenti, lavoratori o, più in generale, in cerca di autonomia abitativa. Perché è inutile girarci tanto intorno: l’indipendenza costa cara. Per molti costa decisamente troppo, tanto che affrontare la spesa di un affitto è fuori discussione. Il «bamboccio», strozzato da contratti a termine e lavori interinali, non ce la fa ed è costretto a vivere a casa dei genitori. A Torino il 61% dei ragazzi sotto i 30 anni vive ancora in famiglia, contro il 40% degli spagnoli, il 21% dei tedeschi e il 12% degli svedesi. Sobbarcarsi, da soli, il peso di un canone d’affitto per molti è una chimera: «Paghiamo 420 euro al mese - spiega Sara -, se non avessimo coabitato non avremmo mai potuto permettercelo». Valentina e Sara rappresentano perfettamente lo stipendio medio dei trentenni torinesi: a testa riescono a portarsi a casa 900 e 1100 euro.

«L’unica possibilità di uscire di casa è farlo con qualcuno - dice Wally Falchi -: da una parte i contratti atipici, dall’altra redditi bassi e scarso potere d’acquisto renderebbero impossibile la necessità d’autonomia. Sfido che poi i giovani vengono chiamati “bamboccioni”». Stessopiano è riuscito a sistemare, da marzo, 200 coabitanti, tra cui anche una consulente legale russa e uno studente americano che vanno d’amore e d’accordo. Le resistenza, semmai, arrivano dai genitori, perplessi di fronte a forme di convivenza «atipiche», almeno qui in Italia. «Quando l’ho detto ai miei - spiega Valentina ridendo come una matta - si sono un po’ preoccupati: mi chiedevano se ero sicura, mi invitavano ad aspettare, a sposarmi...». Anzi: «O adesso o mai più», dicono le due coabitanti brindando con il caffè.

I progetto, poi, offre una serie di garanzie per inquilini e proprietari: c’è un fondo di garanzia per coprire eventuali morosità nel pagamento dell’affitto e danni agli immobili, incentivi economici alla locazione convenzionata (da 1500 euro a 3 mila) e per i ragazzi è previsto, oltre alla ricerca gratuita dell’alloggio, un fondo di cui possono beneficiare in caso di difficoltà, uno per l’arredo di spazi comuni e sconti per piccoli traslochi.
Lo sportello StessoPiano è in via Baretti 21/b (info 011.6686812 o 011.6684867).